BIO/STORIA/CRITICA

BIO
Marzia Vetrano, Formatasi all’Accademia di Belle arti di Napoli, alla scuola del Maestro Guglielmo Longobardo.Appassionata di ipnosi regressiva, resta profondamente colpita dagli studi del Prof Stevenson e comincia a sperimentare un linguaggio pittorico incentrato sull’attività onirica e le memorie di altre vite. Successivamente, si avvicina alle ricerche innovative di Talbot ed eminenti studiosi come David Bohm e Robert Lanza.Coerentemente coi principi ispiratori della sua opera, lavora sulla rielaborazione dei piani, della dimensionalità spaziale e sull’abbattimento delle prospettive canoniche e temporali.Ipotizzando la coesistenza in un tempo non lineare, altro: “Tante stanze, una dentro l’altra. Pulsano, respirano, si muovono in simultaneo. Distanti, ma vicini, eternamente connessi come un entanglement”.

Marzia Vetrano graduated from the Academy of Fine Arts of Naples, with master Guglielmo Longobardo She became passionate about regressive hypnosis and was impressed by the studies of Professor Stevenson, deciding to experience a language focused on the oneiric activity and memories of other lives. Later she approached the innovative researches of Talbot and other scholars as David Bohm or Robert Lanza. Consistent with the inspiring principles of her art, she works on a re-elaborated version of plans, of the spatial dimensionality, leaving behind canonic and temporal perspectives, assuming a coexistence in a non-linear time: “Many rooms, one inside the other. They pulsate, breathe, move simultaneously. Distant, but close, eternally connected as an entanglement”.

Visioni Noir di Francesca Londino
-2008

L’inconscio è qualcosa che noi realmente non conosciamo, ma di cui siamo obbligati a prendere atto perché spinti da deduzioni irrefutabili. (S. Freud)
Uno scenario pittorico intriso da un forte sentore di fatalità e da antiche suggestioni alchemiche, in cui creature dagli sguardi medusei, sigillate in una trasognante e struggente malinconia, urtano lo spirito tinto di bianco, nero e rosso scarlatto.Una tensione enigmatica che incanta e turba al tempo stesso, una complessa fragilità e un’impalpabile purezza ancestrale prendono forma come visioni dell’interiorità, assumendo un aspetto concreto e tangibile anche per chi persiste a non voler varcare la soglia del mondo sensibile.Libera da mode e tendenze, Marzia Vetrano rimane fedele ad una concezione estetica dalla quale scaturiscono tracce di immagini esterne scivolate nell’inconscio, richiami agli orrori del mondo e impressioni profonde le cui radici affondano nel remoto dei tempi. La sua è una pittura noir, gotica, di tensione espressionista, modulata però da una regola del tutto libera e singolare.
Il fare artistico della Vetrano scorre su un doppio binario, ma anziché puntare sul dualismo tra illusione e realtà, tra buio e luce, tra passato e contemporaneità, l’artista ricompone queste discrepanze che spaziano dalle tematiche ai significati della sua pittura, ipotizzando la loro convivenza in una dimensione estetica indescrivibile e totalmente altra. Una caratteristica che conferisce alle opere dell’artista lo stesso potere d’incanto contenuto nel mistero, nelle antiche leggende e nella storia umana.

“La riflessione esistenziale di Marzia Vetrano” di Nello Aironte
-2005

Una pittura dichiaratamente “secessionista” rifiuto totale di ogni formula accademica. La pittura di Vetrano ci riporta indietro nel tempo quasi di un secolo. Cosi’ lontana dalla luce e dai colori del mediterraneo che pure dovrebbero appartenere ad una napoletana,.La sua e’ un’arte priva di colore, fredda e tagliente come il gelo del nord. IL suo stile nervoso,duro,deformante, antinaturalistico e’ piu’ xilografico che pittorico.La linea ,lontana dal decorativismo e dalla flessuosita’ Art Nouveau, procede per rette spezzate definendo figure inquietanti ricche di tensione drammatica e psicologica che incutono indicibile angoscia. Una riflessione sul tempo che fu,quello della seconda guerra mondiale,dei campi di concentramento e di una tragedia collettiva che ha infangato l’esistenza
dell’uomo che da allora e’ oppressa da soffocanti quesiti ancora in attesa di una risposta. Tale sfiducia,guida il segno della giovane pittrice che immagina un mondo esoterico e simbolico alla Ensor ,popolato popolato da figure larvali degne di Munch o all’opposto spigolose anatomie suggestionate dalla pittura berlinese di Kirchner ed Heckel. L’esperienza artistica di Vetrano,che affonda le sue radici nelle opere dei grandi espressionisti , e’ tuttavia originale e personalissima poiche’ mediata da autentica soggettivita’. La pittrice rinnova, a distanza di sessant’anni da quei fatti storici,una ulteriore riflessione sul falso progresso della civilta’ industriale ed ipertecnologica ,sul mondo fiero ed utopico , che dagli anni’quaranta del XX secolo fino all’undici settembre 2001 non sembra per niente aver inteso il valore della liberta’ dell’individuo.

La Voce e il Silenzio di Gennaro Cilento
– 1998
L’opera di Marzia Vetrano si staglia sul confine “tragico”, sul quale si fondono dolore e ironia in una inquitante “apocalisse” dell’identità delle figure, nimate da una visionarietà di angoscia mistico-sensuale-religiosa, tendente ad accentuare l’espressione dei contenuti spirituali-simbolici attraverso un linguaggio Sdi chietto e sintetico ma di forte impatto cromatico-visivo ( bianco e nero; toni essenziali; scuri e chiari) colori accesi e cupi; incisivi e graffianti!Ricco intersecarsi di simboli, codici, forme, scritte, rasentando a volte un “horror vacui” che tende a fondersi con i soggetti, ma allo stesso tempo a caricarli rendendoli Corpi-Icone, senza confini; apparizioni di uno spazio-non spazio attraversato dall’eco della memoria. La pittura di Vetrano spazia tra natura “magica” e storia umana, migrazioni di simboli, richiami agli orrori del nazismo, al diario di Anna Frank, alle persecuzioni dell’animo, ai non nati (culle, nastrini, bambole, orsacchiotti, associati a svastiche e altri simboli tragici ), agli ex libris , agli ex Voto. Marzia spesso si autoritrae come ad immedesimarsi con chi ha vissuto le nefandezze dei campi di sterminio; si ritrae come una bambina che abbraccia un orsacchiotto mostrificato: reminescenze di un infanzia negata in un’altra vita?! Le reliquie di Marzia contengono la Voce e il Silenzio, spiazzano per la loro pacatezza, come chi ha accettato il martirio e attraverso il sacrificio accederà all’Infinito e alla Verità Soprannaturale.

In un universo olografico, il vero miracolo sono i napoletani di Drusiana Vetrano

In questo secolo stiamo assistendo ad una vera e propria rivoluzione scientifica, evoluzione delle straordinarie intuizioni del secolo che lo ha preceduto. Stringhe, universi paralleli, buchi bianchi, buchi neri, viaggi nel tempo, teletrasporto: argomenti che sembrano relegati alla Fantascienza ma che, in realtà, hanno tolto il sonno a grandissimi scienziati di ogni epoca e continuano ad essere al centro di importanti ricerche scientifiche condotte da menti geniali come Stephen Hawking, Fred Allan Wolf, Brian Greene, Michio Kaku e molti, molti altri. Una delle teorie più affascinanti e sconcertanti è quella secondo la quale “nonostante la sua apparente solidità, l’universo è un fantasma, un ologramma gigantesco splendidamente dettagliato”, per dirla alla maniera di David Bohm, geniale fisico americano tra i principali fautori del “Paradigma olografico”. Bohm, Pribram ed Aspect aprirono una finestra nuova e sconvolgente sulla conoscenza, che ha obbligato l’intera umanità a rielaborare teorie e assunti in ogni ambito e in ogni luogo. Vi starete chiedendo, a questo punto, cosa c’entri San Gennaro. Un attimo e ci arrivamo.
La Psicologia e l’allora nascente  Psicanalisi non potevano restare indifferenti a questa nuova visione dell’Universo, ma anche dell’uomo stesso e della sua natura.
Carl Gustav Jung, abbracciando l’idea che ogni cosa è connessa col “tutto”  ad un livello più profondo della mera percezione umana, utilizzò per primo la parola “sincronicità”, con l’intento di spiegare quelle che spesso, troppo frettolosamente, cataloghiamo come coincidenze ma che forse coincidenze non sono:
“ Voglio dire per sincronicità le coincidenze, che non sono infrequenti, di stati soggettivi e fatti oggettivi che non si possono spiegare causalmente, almeno con le nostre risorse attuali”.
Un’esperienza “sincronica” l’ho vissuta proprio in questi giorni.
Tra i tanti libri sull’argomento, ce n’è uno che avevo accantonato da tempo, essendo sempre alla ricerca di nuovi spunti. Ma negli ultimi giorni, questo libro era come se mi stesse chiamando, E non capivo per quale motivo, un libro pubblicato nel 1991 (in Italia uscirà solo sei anni più tardi), che ho in casa da molti anni, continuava a girarmi in testa.
Sfogliandolo, mi sono imbattuta in una spiegazione “olografica” del miracolo di San Gennaro. Proprio nella settimana in cui il miracolo si è ripetuto…
Ad ogni modo, il libro in questione è “Tutto è Uno- L’ipotesi della Scienza olografica” e l’autore è il giornalista e scrittore Michael Talbot, prematuramente scomparso appena un anno dopo la pubblicazione dello stesso.
Il testo di Talbot è piuttosto controverso ed è stato frettolosamente inserito nel filone delle cosiddette “pseudoscienze”, sebbene citi centinaia di scienziati ed i loro studi, quasi sempre sperimentali, sul quale, comunque, non intendiamo aprire alcun dibattito. Ciò che invece ci interessa e che vogliamo condividere con chi ci segue sono le considerazioni in chiave “olografica” del miracolo del nostro Santo più amato.
Il capitolo “UNA TASCA COLMA DI MIRACOLI” si apre proprio col nostro Patrono.
L’originale -ma neanche tanto- tesi di Talbot è che il miracolo sia prodotto non dalle reliquie, ma dalla passione e dalla devozione dei fedeli che creerebbero letteralmente il fenomeno attraverso la forza dell’intenzione collettiva. Talbot, pur non mettendo minimamente in dubbio il fatto che il liquido sia realmente sangue umano (“Rimane un esiguo margine di dubbio che il liquido non sia sangue umano. Nel 1902, un gruppo di scienziati dell’ Università di Napoli condusse un analisi spettroscopica del liquido facendovi passare attraverso un raggio di luce e verificando che si trattava di sangue“) spiega il miracolo utilizzando il paradigma olografico:
“La liquefazione del sangue di San Gennaro è un miracolo? Sembra esserlo, almeno nel senso che pare impossibile spiegarla secondo le leggi scientifiche conosciute. La liquefazione è causata dallo stesso San Gennaro? La mia opinione personale è che la causa più probabile sia l’intensa devozione e la fede delle persone che assistono al miracolo”.
A sostegno della sua tesi, Talbot cita Herbert Thurston, prete e autore del libro “The physical phenomena of Mysticism” , dopo aver raccolto e analizzato numerosi casi “miracolosi” giunse alla conclusione che i fenomeni siano spiegabili non facendo ricorso al sovrannaturale  quanto piuttosto alla psiche.
Poi aggiunge :” Una capacità che sembra giocare un ruolo è la psicocinesi. Dato che il miracolo di San Gennaro implica un’alterazione fisica della materia, la psicocinesi è una probabile indiziata.
Dopodiché si inerpica per una serie di spiegazioni tecniche che francamente vi risparmiamo
Dunque, il miracolo di San Gennaro come fenomeno psicocinetico all’interno di un universo olografico. Anzi, nell’Olomovimento, in continua evoluzione, di cui i fedeli non sarebbero passivi ed ignari spettatori ma CO-CREATORI del prodigio stesso. Parte del miracolo, anzi, il miracolo stesso. Per quanto incredibili ed azzardate, queste ipotesi non si allontanano molto, a nostro modo di vedere, dalla realtà che abbiamo spesso narrato. Il Santo ed il suo popolo, un solo corpo, una sola cosa.
Non esisterebbe Napoli senza San Gennaro, non esisterebbe San Gennaro senza Napoli.
Per tutto il resto, c’è la fede, la scienza, la natura, la superstizione,  senza perdere mai di vista il fatto che come umanità sappiamo davvero poco di noi stessi e della realtà in cui siamo immersi. E come ci ricorda Sant’Agostino:
“I miracoli accadono non in opposizione alla natura, ma in opposizione a ciò che conosciamo della natura”

EXIBITION

Accademia di Belle Arti di Napoli
Diagnostica artistica del restauro, Palazzo Spinelli Firenze
2019
“Mettici la faccia rewind“ Mostra internazionale del piccolo formato 20×20 Lineadarte Officina
Creativa di Napoli, ,a cura di Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito.
“Alla fermata del treno” IV edizione Mostra di arte contemporanea, Savigliano Museo Ferroviario
di Savigliano (To) cura di Fabrizio Gavatorta.
2018
ArtBox Basel , Basilea
“Segno e materia, un viaggio nel contemporaneo” Galleria “La Baronia” di Roswitha Gruber,
Forza d’Agrò, a cura di Filippo Malice.
“Residenza internazionale d’artisti” CioccolArt Musem di Forza d’Agrò, a cura di Filippo Malice
“Alla fermata del treno” III edizione Mostra di arte contemporanea, Savigliano Museo
Ferroviario di Savigliano (To) a cura di Fabrizio Gavatorta
“Morgana vede” Festival dello stretto “ arte contemporanea e scienza” Caronte Telepass- Flotta
Caronte e Tourist -Stretto di Sicilia e Cariddi , a cura di Elisabetta Marcianò e Giovanna Vadalà
“Morgana vede” Festival dello stretto “ arte contemporanea e scienza” Grande albergo
Miramare Reggio Calabria, a cura di Elisabetta Marcianò e Giovanna Vadalà
“Morgana vede” Festival dello stretto “ arte contemporanea e scienza” Palazzo Zanca di
Messina, a cura di Elisabetta Marcianò e Giovanna Vadalà.2017
“Internet olografica” PAN- Palazzo delle Arti di Napoli, a cura di Marzia Vetrano
“Levels art exhibition” Faenasbistrot di Roma , a cura di Ignorantearte.
“ Grande Asta di Solidarietà” Aula Acis Loggiati di San Domenico, C.R. A Centro Raccolta Arte, a
cura di Roberto Milani.
2014
“ Le scimmie” Museo vivo cantiere in opera , Arce, Frosinone.
2015
“Paratissima 2015” Madre, Torino Esposizione, a cura di Marco Colombo e Francesca Rosini.
“Madre Skoje” Youth Cultur Center – Skoje Macedonia
“ Mother of Sin” Collettivo Madre, Villa Comunale Frosinone, a cura di Cinzia Tesio.
“ 21 Primavera Tributo ad Oriana Fallace” Patrocinio dell’Assessorato Culturale e
Turismo della provincia di Brescia, a cura della scrittrice Maria Grazia Vai.
“ Madre Zap” Associazione culturale Zap Firenze, a cura di Marco Colombo e Francesca Rossini
“Le Scimmie” Associazione Culturale il Bagatto di Latina, Latina, a cura di Giorgia Sagretti
2012
Collaborazione Galleria Orler 2013
“ Vote Art” Cultural Art Movement, Cam Contemporary Art Museum di Casoria, a cura di
Antonio Manfredi.
“Strabismi di Venere, Museo Orfeo di Bologna.
“Resistere per esistere” Acis Belluno, a cura di Aurelio Fort e Alfonso Lentini.
“ Taccuini di artista” Galleria Sala Axa della Palladino Company di Campobasso, a cura di
Mauro Rea e Aurelio Fort.
2010
“ Venti per Venti III edizione” Mostra internazionale del piccolo formato 20×20 Lineadarte
Officina Creativa di Napoli, a cura di Giovanna Donnarumma e Gennaro Ippolito.
“Che Ciorta- Mostra di arte contemporanea e fotografica” GiuBox Gallery di Napoli,a cura di
Michele Del Vecchio.
“Sguardi Multipli” Rassegna Nazionale di Arti Visive, Palazzo San Bernardino Rossano Calabro, a
cura di Settimio Ferrari e Francesca Londino.
2008
“Arbeit macht frei” Documentary at New York schools
2006
“Pampero Jazz Fest” Arena Caivano Arte di Caivano (Ce).
“Solidarte” Chiostro di Santa Chiara di Napoli , a cura di Gerardo Pedicini e Roberto Ronca
2005
“Solidarte” Casina Pompeiana di Napoli, a cura di Gerardo Pedicini e Roberto Ronca“Biennale Internazionale Arte Grameen” Microcredito Turchia, Sala Hikmet Museo di Stato., a
cura di Aziz Akgul
2002
“Ibridi” New Orizzont Art, Sala Consiliare Comunale di Scampia (Na) a cura del collettivo
Mariopesceafore.
“ Ex Libris e Pinocchio” Accademia di Belle Arti di Napoli, a cura di Mauro Filipponi.
Bibliografia/Citazioni
Sguardi Multipli, Ferrari Editori
Taccuini di artisti, Palladino Editore
“Fata Turchina” Sembrava la Madonna , Scuola di scrittura Omero di Roma
“I preti e le mafie” Osservatorio anticamorra.

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