Critica

Uno scenario pittorico intriso da un forte sentore di fatalità e da antiche suggestioni alchemiche, in cui creature dagli sguardi medusei, sigillate in una trasognante e struggente malinconia, urtano lo spirito tinto di bianco, nero e rosso scarlatto.Una tensione enigmatica che incanta e turba al tempo stesso, una complessa fragilità e un’impalpabile purezza ancestrale prendono forma come visioni dell’interiorità, assumendo un aspetto concreto e tangibile anche per chi persiste a non voler varcare la soglia del mondo sensibile.
Libera da mode e tendenze, Marzia Vetrano rimane fedele ad una concezione estetica dalla quale scaturiscono tracce di immagini esterne scivolate nell’inconscio, richiami agli orrori del mondo e impressioni profonde le cui radici affondano nel remoto dei tempi. La sua è una pittura noir, gotica, di tensione espressionista, modulata però da una regola del tutto libera e singolare. Il fare artistico della Vetrano scorre su un doppio binario, ma anziché puntare sul dualismo tra illusione e realtà, tra buio e luce, tra passato e contemporaneità, l’artista ricompone queste discrepanze che spaziano dalle tematiche ai significati della sua pittura, ipotizzando la loro convivenza in una dimensione estetica indescrivibile e totalmente altra. Una caratteristica che conferisce alle opere dell’artista lo stesso potere d’incanto contenuto nel mistero, nelle antiche leggende e nella storia umana.

Francesca Londino

“La riflessione esistenziale di Marzia Vetrano”
Una pittura dichiaratamente “secessionista” rifiuto totale di ogni formula accademica. La pittura di Vetrano ci riporta indietro nel tempo quasi di un secolo. Cosi’ lontana dalla luce e dai colori del mediterraneo che pure dovrebbero appartenere ad una napoletana,.La sua e’ un’arte priva di colore, fredda e tagliente come il gelo del nord. IL suo stile nervoso,duro,deformante, antinaturalistico e’ piu’ xilografico che pittorico. La linea ,lontana dal decorativismo e dalla flessuosita’ Art Nouveau, procede per rette spezzate definendo figure inquietanti ricche di tensione drammatica e psicologica che incutono indicibile angoscia. Una riflessione sul tempo che fu,quello della seconda guerra mondiale,dei campi di concentramento e di una tragedia collettiva che ha infangato l’esistenza dell’uomo che da allora e’ oppressa da soffocanti quesiti ancora in attesa di una risposta. Tale sfiducia,guida il segno della giovane pittrice che immagina un mondo esoterico e simbolico alla Ensor ,popolato popolato da figure larvali degne di Munch o all’opposto spigolose anatomie suggestionate dalla pittura berlinese di Kirchner ed Heckel. L’esperienza artistica di Vetrano,che affonda le sue radici nelle opere dei grandi espressionisti , e’ tuttavia originale e personalissima poiche’ mediata da autentica soggettivita’. La pittrice rinnova, a distanza di sessant’anni da quei fatti storici,una ulteriore riflessione sul falso progresso della civilta’ industriale ed ipertecnologica ,sul mondo fiero ed utopico , che dagli anni’quaranta del XX secolo fino all’undici settembre 2001 non sembra per niente aver inteso il valore della liberta’ dell’individuo.

Nello Arointe

“La Voce e il Silenzio “
L’opera di Marzia Vetrano si staglia sul confine ‘tragico’, sul quale si fondono dolore e ironia in una inquitante ‘apocalisse’ dell’identità delle figure, animate da una visionarietà di angoscia mistico-sensuale-religiosa, tendente ad accentuare l’espressione dei contenuti spirituali-simbolici attraverso un linguaggio schietto e sintetico ma di forte impatto cromatico-visivo (bianco e nero, toni essenziali, scuri e chiari, colori accesi e cupi, incisivi e graffianti!); ricco d’intersecarsi di simboli, codici, forme, scritte, rasentando a volte un’horror vacui’ che tende a fondersi con i soggetti, ma allo stesso tempo a caricarli rendendoli Corpi-Icone, senza confini; apparizioni di uno spazio-non spazio attraversato dall’eco della memoria! La pittura di Vetrano spazia tra natura ‘magica’ e storia umana, migrazioni di simboli, richiami agli orrori del nazismo, al diario di Anna Frank, alle persecuzioni dell’animo, ai non nati (culle, nastrini, bambole, orsacchiotti, associati a svastiche e altri simboli tragici), agli ex libris, agli ex Voto.
Marzia spesso si autoritrae come ad immedesimarsi con chi ha vissuto le nefandezze dei campi di sterminio; si ritrae come una bambina che abbraccia un orsacchiotto mostrificato: reminescenze di un infanzia negata in un’altra vita? Le reliquie di Marzia contengono la Voce e il Silenzio, spiazzano per la loro pacatezza, come chi ha accettato il martirio e attraverso il sacrificio accederà all’Infinito e alla Verità Soprannaturale.

Gennaro Cilento

What is the best thing that I love about my work?
Research and unexpectedly
What is my idea of perfect happiness?
happiness means know that there is only one Time in life, “here and now”, and live it fully
What is my greatest fear?
the people I love suffering
What is the trait that I most deplore in myself?
too distracted!

What is my greatest extravagance?
telling the great scientists and researchers theories about UFO,aliens, time and universe through “contemporary” Art, a too closed and reactionary environment.
On what occasion would I lie?
Rarely
What is the thing that I dislike the most in my work?
The unexpected and meet some “different” artists from me
What is my greatest achievement in work?
being myself
What is my most treasured possession?
Life.
What is my most marked characteristic?
Empathy
What is my most inspirational location, in my city?
Naples is wonderful from anywhere you look
What is my favourite place to eat and drink, in my city?
old town centre
What books influenced my life and how?
Two books: “Montedidio”, by Erri De Luca, a famous Neapolitan writer. A book that reminds me a very happy and carefree period of my youth. It helped me to understand many things about my Neapolitan essence.
And “Many lifes, many Masters”, a Brian Weiss book, about regressive hypnosis, previous lives and reincarnation. Later I will understand that lives are unprecedented but contemporary but, at that time, Weiss introduced me to a wonderful world I didn’t know before.
Who are my favorite writers?
A lot of authors: David Bohm, Alain Aspect, Hugh Everett, Stephen Hawking, Mauro Biglino, Michio Kaku but above all Corrado Malanga. All my artistic production is based on their theories. And all my life vision too.
Who is my hero or heroine in fiction?
Elektra Natchios.
Who are my heroes and heroines in real life?
People who daily struggle for a better world.
Which movie would i recommend to see once in a lifetime?
Trainspotting.
What role plays art in my life and work?
Art is my life.
Who is my greatest fan, sponsor, partner in crime?
My sister
Whom would I like to work with in 2017?
Open-minded people.
Which people in my profession would i love to meet in 2017?
Maurizio Cattelan
What project, in 2017, am I looking forward to work on?
Bring the public closer to My topics
Where can you see me or my work in 2017?
I will make some exhibitions in Italy. Or on my website www.artistiespressionisti.it
What do the words “Passion Never Retires” mean to me?
You’ll be alive until you will have passion in life.

Peter de Kuster

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